Occhio secco e blefarite

Sindrome dell’occhio secco

Nel mondo si stimano più di 100 milioni le persone che soffrono di occhio secco (Dry Eye), circa il 65% hanno occhio secco evaporativo.

Le cause che portano alla sensazione di occhio secco marginale possono essere differenti, ma il risultato è sempre lo stesso. Una persona affetta dalla sindrome dell’occhio secco potrà sperimentare uno o più dei seguenti effetti. I più frequenti sintomi dell’occhio secco sono: dolore, sensibilità alla luce, sensazione di corpo estraneo o sabbia, occhi rossi, occhi lacrimanti, annebbiamento della vista, occhio secco al risveglio, diminuita tolleranza alle lenti a contatto.

Per chi usa lenti a contatto morbide, raccomandiamo l’uso di lenti di ultima generazione, che si asciughino lentamente e si idratino velocemente, e di lacrime artificiali senza conservanti. Inoltre è indispensabile una buona igiene palpebrale che migliori la funzione delle ghiandole lacrimali.

E’ verificato che le lenti sclerali risultano estremamente efficaci nel blocco dell’evaporazione del film lacrimale. Queste lenti possono quindi essere una grande risorsa anche per la secchezza oculare di base evaporativa e sempre più vengono prescritte dagli oculisti.

Per comprendere meglio come curare o alleviare la sindrome da occhio secco marginale bisogna comprendere come sono composte le nostre lacrime. Il film lacrimale è uno strato essenziale per il sistema visivo. Esso ha diverse funzioni: -protegge la cornea e la congiuntiva da agenti esterni, nutre e lubrifica la superficie oculare, regolarizza la superficie corneale. La lacrima è formata da tre differenti strati. Lo strato più profondo è quello mucoso. Esso è formato da mucina e glicocalice. La sua funzione è quella pellicola lacrimale di rendere la superficie oculare idrofila e mantenere così la lacrima adesa. La mucina è prodotta dalle cellule caliciformi della congiuntiva mentre il glicocalice dalle cellule epiteliali e congiuntivali. Lo strato intermedio, più spesso, è quello acquoso. Costituito dal 98% da acqua esso ha il compito di umettare e lubrificare la superficie oculare. Inoltre ha funzione antibatterica ed enzimatica grazie alla presenza di acidi organici, aminoacidi e proteine. Questo strato viene prodotto dalla ghiandola lacrimale principale. Infine troviamo lo strato superficiale è quello lipidico. Questo sottile strato lipidico è oleoso e ha la funzione di impedire l’ evaporazione dello strato acquoso. Lo strato lipidico è prodotto dalle ghiandole di Meibomio, Zeiss e di Moll e la loro corretta funzionalità risulta importantissima per combattere la secchezza oculare e la dislacrimia. Il corretto equilibrio di questi tre strati è essenziale per lo svolgimento delle funzioni del film lacrimale. Un’alterazione a livello di uno o più strati può portare alla sindrome dell’ occhio secco marginale. Le cause che portano a secchezza oculare (dry eye syndrome) sono svariate; una molto frequente è la disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD) o Meibomite, che si traduce in una carenza di produzione lipidica con conseguente maggior evaporazione della lacrima. Una alterazione a livello delle ghiandola lacrimale principale porta invece ad uno strato acquoso carente che impedisce una corretta lubrificazione dell’ occhio. Talora, anche agenti esterni come l’aria condizionata, l’uso prolungato di computer, smartphone, l’assunzione di alcuni farmaci, lenti a contatto inadeguate o l’uso di colliri o soluzioni con  conservanti di scarsa qualità per disinfettare  le lenti a contatto, possono influenzare e alterare la qualità del film lacrimale. Le cause che portano alla sensazione di occhio secco possono essere differenti, ma il risultato è sempre lo stesso. Una persona affetta dalla sindrome dell’occhio secco potrà sperimentare uno o più dei seguenti effetti: dolore, sensibilità alla luce, sensazione di corpo estraneo, occhi rossi, occhi lacrimanti, annebbiamento della vista, occhio secco al risveglio, diminuita tolleranza alle lenti a contatto. Per chi usa lenti a contatto morbide, oltre all’uso di lenti di ultima generazione, che si asciughino lentamente e si idratino velocemente, e di lacrime artificiali senza conservanti, è indispensabile una buona igiene palpebrale che migliori la funzione delle ghiandole lacrimali.

Le lenti sclerali sono state introdotte nel nostro centro dal 2009, ma da più di 25 anni sono utilizzate all’estero per la cura delle medie e gravi sindromi da occhio secco come le Graft Versus Host Disease (GVHD), Steven-Johnson, la cheratite secca, i pemfigo, nelle Sjögren e nelle erosioni corneali ricorrenti. La caratteristica delle lenti sclerali è quella di non appoggiare sulla cornea, ma sulla congiuntiva e di poter creare sotto la lente a contatto una camera contenente film lacrimale o soluzione fisiologica ed eventualmente farmaci o sostituti lacrimali riepitelizzanti o lubrificanti. Le lenti sclerali sono costruite in Boston XO e Contamac Infinite (Menicon Z), materiali altamente permeabili all’ossigeno.

Uno studio della Boston Eye Pain Foundation ritiene le lenti sclerali estremamente efficaci nel blocco dell’evaporazione del film lacrimale. Queste lenti possono essere una grande risorsa anche per la secchezza oculare di base evaporativa (definita in inglese, CEH: corneal evaporative hyperalgesia).

Inoltre, una lente sclerale può essere una buona indicazione in caso di chiusura incompleta delle palpebre (coloboma palpebrale, esoftalmo, ectropion, paralisi dei nervi e dopo la chirurgia della retrazione palpebrale.

Infine, in caso di trichiasi e entropie le lenti sclerali risultano efficaci nel proteggere la superficie oculare dalla frizione dell’ammiccamento.

Oltre che a ricordarsi di bere molta acqua è essenziale aumentare l’apporto alimentare di acidi grassi essenziali Omega 3,6,7,9 contenuti nel pesce “grasso”, oltre che contribuire a prevenire il rischio di degenerazione maculare, hanno dimostrato di ridurre sensibilmente i sintomi da secchezza oculare. Gli Omega 3, 6,7,9 che si possono trovare in abbondanza nell‘olio di Olivello Spinoso, stimolano la produzione della componente lipidica del film lacrimale e riducono la formazione di mediatori dell’infiammazione. Per i pazienti affetti da Meibonite e occhio secco evaporativo è consigliabile aggiungere nella propria dieta settimanale, pesce grasso come la trota il salmone, lo sgombro, la sarda, la triglia, l’anguilla, il merluzzo o l’aringa insieme a cereali, legumi noci ed olio di semi di lino. Tra i rimedi naturali non farmacologici per chi soffre di secchezza oculare consigliamo l’uso di tre prodotti in grado di migliorare e riequilibrare la secrezione lacrimale.

Trattamento dell’occhio secco evaporativo con Eye Mask: il calore aiuta a migliorare la secrezione dell’occhio

Studi e pratica clinica hanno dimostrato come il calore favorisca a migliorare la secrezione lipidica a livello delle ghiandole di Meibomio, che se ostruite sono causa della Meibomite (MGD). Per l’occhio secco marginale evaporativo e la Meibomite come “cura” o meglio come rimedio naturale, è consigliato l’uso di applicazioni calde con la maschera oculare Eye Mask per 5/10 minuti al giorno. Il calore sulle palpebre è una terapia naturale che consente ai canalini lacrimali ostruiti e malfunzionanti di aprirsi ed ottenere una minor evaporazione e miglior distruìbuzione del film lacrimale. Il vantaggio di Eye Mask rispetto agli impacchi con EyeGiene® o con panni caldi “fatti in casa” o l’uso del LipiFlow®  e Blephasteam è la economicità e praticità d’uso. Alla maschera oculare Eye Mask bastano 10/15 secondi in un forno a microonde o pochi minuti a bagnomaria per scaldarsi e, grazie alla particolare formula delle microperle in gel che contiene, riesce a mantenere il calore molto più a lungo rispetto ad un panno bagnato. Eye Mask può essere associato alle terapie con LipiFlow®  e Blephasteam e sostituti lacrimali come Sodyal Intensive Gel, Sodyal X ed altri. Potete richiedere un parere al vostro medico oculista e acquistare Eye Mask e gli altri prodotti nel nostro studio di Torino o online.

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